Testimonianaza dopo gli esercizi spirituali di Alvaro e Fausta

Esercizi spirituali “Nido di spiritualità”Madonna delle Grazie

5-10 agosto 2018

 

Abbiamo gustato parte del nostro tempo rubando frammenti  di tempo ai nostri impegni.

Abbiamo guardato entro e fuori di noi senza “l’orologio alla mano” (c’era solo la campana di Don Cristian!).

Abbiamo tentarto di spogliarci della nostra impersonalità che , spesso,caratterizza il nostro rapporto con quanto ci circonda (natura, persone).

Non abbiamo ascoltato lunghi discorsi pieni di parole difficili , noiose che non  avremmo certamente ricordato.

Il racconto, la lettura e rilettura  attenta di paragrafi del Vangelo ci sono restati  impressi nella memoria: hanno  suscitato domande.

L’impegno è di accoglie la PAROLA, pensarla, meditarla, pregala e realizzarla nella nostra vita.

Siamo certi  che ci è stato possibile guardare  ma non altrettanto vedere, udire e comprendere.

Abbiamo, non c’è dubbio, una visione sufficientemente chiusa della realtà. Siamo distratti, superficiali.

Abbiamo chiesto a Gesù ,come fecero gli Apostoli,di spiegarci la PAROLA. Quando sentiamo parole o discorsi in contrasto con la mentalità evangelica , chiediamo.

A chi non ha tempo di fermarsi o di chiedere perché troppo impegnato,Gesù dice “ io non spiego”; se a una persona interessa veramente una spiegazione “Io la do”, in caso contrario lascio andare ognuno per la sua strada…

L’aver trascorso del  tempo in una località appartata di campagna ,immersi in un silenzioso amore, ha offerto  l’opportunità di contemplare  (cum-templum: il tempio è  luogo dove abita il Signore) cioè di sentirci in  unione con Dio, di inserirci nel solco della sua volontà, di sperimentare la sua presenza di nella nostra anima e nel nostro corpo, di dare  un senso, un orientamento all’azione.

L’opera stupenda della natura ha aiutato a  stupirci di ciò che ci circonda, di non darlo per scontato ma di accoglierlo come dono gratuito di Dio in azione nel cuore dell’uomo.

Il fruscio delle foglie nel vento, il ronzio di un insetto, il canto di un uccello… hanno aiutato ad immergeteci nell’ascolto. Al di là del suono vi è qualcosa di più grande: una sacralità che non può essere compresa dal pensiero:c’è  il tempo dell’imprevisto, del non-programmabile, della sorpresa, dell’irripetibile, dell’avvicinarsi dei passi di Dio…..

Il suggerimento di collocare ,ri-collegare ,con fantasia, inventiva i brani evangelici  suggeriti , per la meditazione, cioè  il lavoro di assimilazione di ciò che l’occhio ha letto, di ciò che l’orecchio ha ascoltato e la memoria ha trattenuto, al contesto vitale cui si ispirano ,ha richiamato alla mente quanto ha fatto Gesù .Ha coinvolto la memoria,che ha ricreato la scena ,l’ intelletto, ha approfondito il testo e la volontà ha mosso affetti ed opere.

Gesù fa ricorso alla realtà, al mondo contadino di Galilea, a ciò che ha visto, contemplato e pensato: si dava del tempo per osservare e trovare ispirazione per le sue parole, che raggiungevano non gli intellettuali, ma gente semplice, disposta ad ascoltare.

Abbiamo sentito la quiete .La stessa quiete è sorta dentro di noi.

 

CHE DIO CI ACCOMPAGNI.