Testimonianza dopo gli esercizi spirituali di Marilena

Il mondo è superinfluenzato  e superinflazionato dalla parola “amore”. Ma il vero amore chi lo ha conosciuto? Chi può far battere talmente forte il mio cuore da convincermi di poter dire, come Simeone: “I miei occhi hanno visto”? (Lc 2,30). Queste sono soltanto poche delle tante domande-esigenze che pullulano nel cuore di una persona che si accinge a fare gli esercizi spirituali.

Quello che colpisce nel Centro di spiritualità diocesana “Nido di spiritualità”, è il fortissimo carico di umanità – accoglienza che, accompagnato da un coraggioso clima di austerità si inserisce perfettamente nel cuore del messaggio di Cristo, dell’incontro dell’anima  a tu per tu, con il suo salvatore e sposo.

Avresti mai immaginato di incontrare proprio qui, in un Territorio segnato dal cataclisma di due anni fa, a due passi dal Monte Vettore, su questa Terra, tanto aspramente provata e ripetutamente colpita, sornionamente temprata e formata alla scuola della essenzialità, un’esperienza autentica di compagnia che sarebbe diventata un’esplosione di vera spiritualità?

La realtà proposta, dal Centro di spiritualità diocesana,  “Nido di spiritualità. Madonna delle grazie”, è stata organizzata per due turni, di uomini e donne di buona volontà, i quali hanno conosciuto, in modo più approfondito e vero, la persona di Gesù Cristo, seguendo il metodo ignaziano.

Che cosa ha da dire il Santo caro Ignazio all’uomo del ventunesimo secolo? Lo illustra con una descrizione sintetitica ma, una significativa, lo stesso don Cristian, esulando dal personalismo, fino ad arrivare a far vibrare di riconoscenza le corde del cuore più indurito, affermando con stupefacente, umile e discreta ilarità: “io ero uscito dal seminario, e non volevo più saperne, poi ho incontrato un gesuita. Ho fatto diversi anni esercizi. Così ho inziato conoscere Gesù. Ed ora sono prete!”. Cos’ha da dire s. Ignazio ancora e ancora e ancora, ad ogni uomo e donna di ogni epoca, ed, in particolare, in questa epoca; ad ogni anima in ricerca, in particolare alle anime di questa Terra?

Scopriamolo insieme!

Durante la presentazione di domenica 5 agosto, don Cristian accogliendo intorno a sé una quindicina di persone, spiega lo scopo degli esercizi ignaziani che stavano per iniziare: mettere ordine nella vita e fiorire, secondo il metodo di immergersi nel luogo e tra i personaggi di cui parla il brano vangelico indicato.

Provate di immaginare che cosa succede ascoltando la Parola di Dio per 2 minuti. Ora provate a immaginare che cosa succede vivendo la Parola di Dio per 2 ore.

Niente è impossibile a Dio. Oserei aggiungere: niente è impossibile all’uomo che decide di incontrare Dio lasciando a Lui l’iniziativa. In un’ora è mezza di presentazione, e di battute, botta e risposta, Don Cristian ci fa innamorare di Dio. Non come un bel quadretto da ammirare, ma come una persona vivente da incontrare realmente. Ora l’attesa cresce e cordialmente ci salutiamo, dandoci appuntamento per il giorno seguente.

Lunedi 6 agosto 2018

In una giornata di agosto,  silenziosamente accaldata, immersi nel Temporaneo abbraccio del verde di una natura ordinata, discretamente avvolgente, le nostre anime “avidamente”, si saziano delle parole della Trasfigurazione, oggi, festa della trasfigurazione del Nostro Signore. Ci indica don Cristian con queste parole:

“Fatevi protagonisti di una vita come DONO e in DONO. Beati quelli più rotti. Sempre c’è qualcosa che ci sfugge e quello ha il SAPORE. Vi invito a diventare protagonisti di una storia che sembra lontana ma che si ripete e la viviamo. Gesù come UOMO VERO non lo conosciamo. Parlare con Gesù ci permette di vedere la realtà in un’altra dimensione. C’è sempre una dialettica tra ciò che scopriamo e ciò che sta nascosto, “nascosto e rivelato”; Ciò che ti tocca e ciò che rimane ancora nascosto. Lascia spazio a quel mistero che si rivela pure dopo: l’uomo semina e si mette a dormire. Chi è il governatore della mia vita”?

Meditiamo i testi: Lc: 14, 25-35; Mt 5,1-16; Gv 8; dopo  aver chiesto al Signore Gesu la grazia che tutte le nostre intenzioni, attività esterne e operazioni interiori tendano unicamente al servizio e alla lode della Sua Divina maestà.

Martedi 7 agosto 2018

Dopo qualche domanda di chiarificazione sulle parole di Gesù: “se uno viene a Me e non odia suo padre, sua madre, la moglie, i figli, i fratelli, le sorelle, e perfino la propria vità, non può essere mio discepolo” (Lc 14, 26), le nostre anime si preparano a ricevere nuovamente gli spunti di approfondimento per la meditazione, indicati da don Cristian: “Ognuno deve trovare il suo re, di cui si fida. Trovare questo RE, in quell’umiltà meditando la prima parte della vita di Gesù. Il Creatore che rimane con la creatura oggi, diventa invece il Re con il suo soldato. Un RE così umile, che si fa uomo, diventa uomo. Attraverso l’infanzia di Gesù scopriamo questo re. Possiamo fidarci di una fragilità? guardate la fragilità di un Creatore! Da una certezza che abbiamo in tasca (Dio creatore) vediamo che non c’è niente. Possiamo fidarci di una fragilità che governa il nostro mondo? Immergiamoci in questa realtà”.

Il brano di oggi è il secondo capitolo di Luca. Le parole che mi hanno colpito sono: una famiglia, una casa, città di Nazaret; città di Davide; un uomo che sale insieme con la sua sposa, tribù di Ascer, la redenzione di Gerusalemme; la spada che trafigge il cuore di Maria; ritorno in Galilea alla cita di Nazaret,; salirono a Gerusalemme per la festa di Pasqua, “tuo padre e io angosciati ti cercavamo”, non compresero le sue parole; tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Mentre dalla lettura del capitolo ottavo di San Giovanni, la mia riflessione è suscitata dalle parole: Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi. Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio; non sono solo, ma è Il Padre che mi ha mandato.

Mercoledì 8 agosto 2018

Don Cristian, ci consiglia di vedere Gesù nella semplicità dei suoi gesti, e della sua persona. Questo esercizio risucchia immediatamente le mie facoltà dalla dispersione e mi permette di stare a lungo salutarmente con Lui. Colgo lo spunto per entrare nel racconto dei brani evengelici, di Mc 10, 46-52, e Lc 18,35; 19,10; dopo aver chiesto al Signore il dono di incontrarlo nella SEMPLICITA e di ACCOGLIERLO piena di gioia. Come risposta, il Signore Gesù capta la mia attenzione, con la sua Parola: “In fretta scese e lo accolse con grande gioia” (Lc 19,6). Dalla lettera dei successivi brani, Gv 13, 1-15; Lc22,14-23; Lc 22, 39-46; e dalla meditazione sulla Parola di Gesù: “Pregate per non entrare in tentazione” (Lc 22,40 ), e “anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni agli altri” (Gv 13,14); sorgono spontaneamente dal mio cuore 2 preghiere:

O Gesù,TU SEI IL MIO RE! Troppe volte mi sono scandalizzata, Della mia fragilità, E della fragilità di chi amo, MA TU CHE SEI IL MIO RE, SEI FRAGILE, ANZI, SEI IL PIU FRAGILE DI TUTTI NOI!. Io mi fido di TE, Gesù!!!, Voglio, So che Tu mi porti al PADRE!, Non so altro! Amen., O Gesù ,Troppe volte, Io non sono capace di seguire, il Tuo esempio,, Soprattutto con il prossimo, Ti chiedo, La grazia di diventare dolce con il prossimo, Ed umile con Dio., Amen!

Giovedi 9 agosto 2018

Sollecitato da alcune richieste sul perchè del dolore, don Cristian ci invita ad immergere l’attenzione più in profondità, nel mistero dell’amore e rimanere con Gesù, cercando di percepire tutto ciò che avviene all’interno del sepolcro e intorno a noi, anche nei più piccoli rumori che giungono alle nostre orecchie, spiegandoci: “Se non c’è l’amore non c’è dolore. Ami perchè soffri. Soffri perchè ami. Conoscere la realtà nel profondo. Nella sua nudità. Vedere quel dramma qual è. Se non sappiamo reggere la realtà, a volte i nostri piccoli problemi diventeranno il sepolcro”.

Dopo la lettura dei testi di Gv 19, 25-42 e Mc 15, 42-47, la mia riflessione si ferma su Mc 15, 46: UN SEPOLCRO SCAVATO NELLA ROCCIA; e Gv 8, 16: NON SONO SOLO.

VENERDI 10 AGOSTO 2018

Dopo averci indicato i brani di Lc 24, 1-11 e Gv 20, 1.31, don Cristian ci invita a: Contemplare l’amore per raggiungere (nel significato di acquistare – prendere – capire – prendere per sè) l’amore; cercare di capire questo amore forte di Dio per me, nei miei confronti; Entrare nella risurrezione, in quell’ambito; Chiedere l’amore, quale capacità di amore che lui ci ha suggerito.

Durante la meditazione scaturiscono dal mio cuore alcune preghiere.

Gesù, Tutte le parole che ci siamo scambiati in questi giorni hanno messo in moto emozioni, stati d’animo, impressioni diverse e continue nel mio cuore. Quello che più mi ha colpito è stato il suggerimento di don Cristian di guardare la SEMPLICITA dei  tuoi gesti e di riconoscerti. Tante volte mi sono chiesta come Maria di Magdala (Gv 20, 15): “Se lo hai portato via tu, dimmi dove lo hai posto ed io andrò a prenderlo”; Credendo di avere perduto l’amore di una creatura o volendo andare a cercarti chissà dove, senza accorgermi di quanto la realtà che io stavo vivendo fosse ricca della TUA PRESENZA.

Gesù, Ho bisogno di TE! Di sentirti, di goderti. Ho bisogno di TE per essere viva. Ho bisogno di te per amare veramente; per essere umile verso Dio e dolce verso i fratelli! Mio Signore e mio Dio! (Gv 20, 28). Gesù, io credo che TU SEI IL CRISTO, IL FIGLIO DI DIO e Ti chiedo la vita nel TUO NOME (Gv 20, 31). Amen! Gesù, Donami di STARE CON TE, Nella realtà che TU mi doni di vivere; Nella persona che TU mi doni di essere. Gesù, Ribalta quella pietra che tiene chiuso il mio cuore, Nel sepolcro della mia solitudine (Gv 20, 1: “LA PIETRA ERA STATA RIBALTATA DAL SEPOLCRO). Gesù, Rispondi tu stesso alla tua domanda: “DONNA PERCHE PIANGI?” (Gv 20, 15). STANDO CON ME (Gv 20, 19: VENNE GESU”). AMEN! Gesù, Iniziamo l’avventura della vita insieme, come se io fossi nata ora, dalla tua risurrezione”. “IL PRIMO GIONO DOPO IL SABATO DI BUON MATTINO, SI RECARONO ALLA TOMBA, PORTANDO CON SE GLI AROMI CHE AVEVANO PREPARATO” (Lc 24, 1). Portiamo agli altri, Gesù, gli aromi del TUO – nostro Amore, che abbiamo preparato insieme! Poi torniamo e prepariamo ancora aromi e oli profumati, giono per giorno, finchè l’amore non avrà mai fine. “POI TORNARONO INDIETRO E PREPARARONO AROMI E OLI PROFUMATI. IL GIORNO DI SABATO OSSERVARONO IL RIPOSO, SECONDO IL COMANDAMENTO” (Lc 23, 56). Nel riposo della nostra unione! Amen! LA MIA PREGHIERA SEMPLICE, SEI TU! AMEN!

Ringraziando Dio per averci donato la possibilità di cogliere la grande opportunità della VITA, che è il Suo Figlio Gesù Cristo, vorrei riagganciarmi alla riflessione iniziale, contrapponendo all’illusione e allo sbandamento dell’amore di cui il mondo è inflazionato, la realtà dell’Amore, il cui succo consiste nel capire e sperimentare l’intimo operare e l’intimo parlare di Dio. Questa pratica interiore è un fuoco acceso” (Jan Van Ruesbroec) che nella comune realtà di ogni giorno ci permetterà di sforzarci di migliorare noi stessi, ed ogni cosa nella verità: “Questo è l’amore. Che l’Altro ti raccolga”! (Mons. Antonino Raspanti). E sia per te l’unica Via.

Grazie al Centro Diocesano Nido di spiritualità!