Campo Scout

Il fine settimana del 19-20 maggio, la zona Faleria dell’AGESCI (che include circa tutti i gruppi del circondario della diocesi di Fermo) ha organizzato
i così detti “campetti di specialità”; ovvero un incontro di due giorni in cui i ragazzi sono stati impegnati in attività pratiche finalizzate alla conoscenza di
una certa materia o di un ambito dell’esperienza Scout. I laboratori proposti dai capi, aperti ai ragazzi di tutta la regione, sono stati: fotografia, cucina, atletica, e alpinismo. Ogni ragazzo sceglie uno dei settore proposti, e in quell’ambito lavora per tutta la durata dell’incontro.
Dodici ragazzi, provenienti da Ascoli, Monteprandone, Servigliano, Porto S.Giorgio, Porto S.Elpidio, Macerata, Tolentino, Ancona, hanno aderito al campo di alpinismo,
e sono stati accompagnati dai cinque capi organizzatori in montagna, ad Amandola.
I ragazzi avrebbero compiuto un’escursione di due giorni, trascorrendo la notte in un casale di montagna; purtroppo la pioggia (contro ogni previsione meteo!) ha bloccato
la partenza il primo giorno, e il gruppo è stato costretto a ripiegare su qualche altro appoggio, sfuggendo alla pioggia del sabato.
La limpida serata, e la notte incontaminata delle campagne dei Sibillini, ha regalato poi ai ragazzi la possibilità di imparare a riconoscere ed orientarsi con le stelle.
Gli Scout, così risorati, hanno proseguito la loro attività la domenica salendo finalmente alla croce del Monte Amandola; e lungo il tragitto i ragazzi hanno appreso giocando nozioni di orientamento e lettura delle carte. Provando inoltre l’utilizzo di imbrachi, moschettoni, corde e nodi per la sicurezza in montagna.
Più che le semplici nozioni sull’escursionismo e l’alpinismo, i ragazzi (tutti provenienti da alcuni dei centri più grandi delle Marche) hanno acquisito la consapevolezza
della realtà più vera che spesso gli è preclusa dal cemento e dalle luci delle cittadine: i fiori della montagna, le stelle nel cielo libero, l’aria pulita da respirare, sempre più spesso mancano all’uomo prigioniero nelle città.
E noi che qui sui Sibillini abbiamo ancora la fortura, quindi il dovere, di custodire il Creato, sappiamo che è solo tornado a questo che possiamo tornare a vivere. (Federico Grandozzi)